Cronaca

Ucciso a fucilate davanti alla moglie nel 2015, ergastolo per due componenti del clan rivale

Sono stati condannati all’ergastolo in via definitiva i due soggetti di 52 e 36 anni responsabili dell’agguato mortale che l’11 gennaio 2015 ha tolto la vita a Nicola Lorusso, allora 58enne, nel quartiere San Girolamo di Bari. Quella mattina la vittima era in macchina con la moglie e si stava recando in Questura per firmare la presenza, essendo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Ad un certo punto un’altra auto ha affiancato la quella di Lorusso e da lì sono partiti almeno 30 colpi di kalashnikov. Il 58enne dopo aver messo in salvo la moglie ha provato a sfuggire alla morsa dei suoi aguzzini, ma non ci fu nulla da fare. All’arrivo dell’ambulanza Nicola Lorusso era morto. Un omicidio commesso nell’ambito della criminalità organizzata, tra due clan (Lorusso e Campanale) che si contendevano il dominio territoriale. L’assassinio del 58enne fu la risposta all’omicidio di Felice Campanale commesso il 28 agosto 2013 nel quartiere Poggiofranco di Bari. Nei confronti dei responsabili dell’omicidio di Lorusso è stato anche riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso. Il 52enne si trovava già in carcere, ad Asti, per associazione mafiosa. L’altro, il 36enne suo braccio destro, era ai domiciliari ed ora si trova nel carcere di Foggia. Nicola Lorusso, quando venne ucciso, aveva da poco scontato 16 anni di reclusione per traffico di droga. Una volta uscito aveva deciso di cambiare vita. Ma il suo passato tornò tragicamente a bussare alla sua porta.

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