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Gravina vuole salvare la sua “Serie A”: morale in rialzo dopo la vittoria con l’Aversa

La classifica del girone H di serie D parla in maniera chiara: il cammino verso la conquista della conferma della categoria per il Gravina resta complicato, ma la vittoria di mercoledì nel recupero casalingo contro il Real Aversa ha restituito sorriso, consapevolezza nei propri mezzi e autostima al gruppo. La partita contro i campani, giocoforza, rappresentava un crocevia fondamentale per i murgiani, che in precedenza avevano realizzato un solo gol in dodici incontri, peraltro inutile nella trasferta di Pozzuoli, e che avevano vinto una sola gara delle ultime diciannove giocate, quella nel derby giocato al “Vicino” contro il Fasano, datato 20 gennaio. Poi tre mesi di astinenza, più di uno trascorso ai box per Covid. Una lunga sequenza senza riuscire a trovare la via della segnatura. Il cambio della guida tecnica, con l’esonero di Marco Gaburro. E – storia recente – il tanto atteso ritorno al successo, il primo della gestione Pasquale De Candia, giunto al termine di una partita palpitante. Vittoria e tante buone notizie per il Gravina: il ritorno da titolare e il ritorno al gol, seppur dagli undici metri, di capitan Peppe Chiaradia, il secondo centro con la maglia gialloblù di Abayan. La classifica, è vero, resta complicata. Ora, però, si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Perché grazie all’affermazione sull’Aversa, i murgiani hanno agganciato la Puteolana in penultima posizione e lasciato la maglia nera del raggruppamento al Portici. Restano due i recuperi da giocare per il Gravina, il primo, complicatissimo, domenica prossima al “Capozza” contro la vice capolista Casarano. L’altro il 5 maggio, al “Vicino” contro il Nardò, tre giorni dopo la trasferta di Francavilla in Sinni. Poi Molfetta in casa, Cerignola fuori, Lavello tra le mura amiche, Bitonto al “Città degli Ulivi”, Sorrento in casa e l’ultima nel domicilio del Picerno. Nove gare da disputare, ventisette punti in palio per provare a difendere una categoria che per Gravina equivale alla serie A. Missione difficile, ma non impossibile. E se realmente dovesse andare in porto la riduzione delle retrocesse dalla D all’Eccellenza, le possibilità potrebbero ancor di più lievitare.

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