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Attualità

Nuovo ospedale di Andria, si riparte (quasi) da zero? Bruno: “Sono sconcertata”, dure le reazioni dei consiglieri regionali della BAT

La preoccupazione della sindaco di Andria, Giovanna Bruno, nel corso dell’audizione in commissione Sanità di ieri in Regione, sul nuovo ospedale, è eloquente. Non c’è ancora un cronoprogramma dei tempi e, dalla commissione regionale, è emerso che c’è anche il rischio di dover ripartire quasi da zero per la progettazione del nuovo nosocomio. Di contro il nuovo piano clinico gestionale redatto dalla Regione Puglia sembra esser pronto, con la conferma dei 400 posti letto previsti, e dovrebbe essere consegnato entro le festività natalizie alla stazione appaltante la ASL BT e all’ATI aggiudicataria della progettazione. Tuttavia l’ASSET ha proposto alla Regione di chiedere un parere legale all’avvocatura per comprendere se il contratto in essere con i progettisti può proseguire nonostante le diverse modifiche da realizzare a fronte delle molte criticità rilevate.

Ed è questo uno dei temi che più preoccupa perché si rischia di dover ricominciare la progettazione nel caso in cui non si possa proseguire con il contratto in essere con l’ATI. Secondo le analisi di ASSET sono ancora troppe le criticità presenti nel progetto che dovrà diventare definitivo: nel complesso circa 800 le rilevazioni progettuali di cui circa 600 risolte. Il progetto non è stato ancora validato visto l’aumento dei costi complessivi, che si presume passino da 138 a 270 milioni di euro. Motivo per cui l’iter resta in stallo e per il quale è stato chiesto all’impresa di eliminare dal progetto tutte quelle parti che, a livello architettonico, risultano costose. Il taglio dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 milioni di euro arrivando così ad un totale di 220 milioni.

Le reazioni. Dura quella di Francesco Ventola, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, che ha parlato di «un’altra fumata nera» sottolineando che se non arriverà un cronoprogramma reale bisognerà chiedere scusa ai cittadini della BAT. Per Filippo Caracciolo, presidente del gruppo PD in Regione, «l’opera non è a rischio ma bisogna lavorare per accorciare i tempi». Il consigliere regionale di Azione, Fabiano Amati, ha parlato di «tempi lunghi e situazione grave», poi annuncia: «Da gennaio pressing mensile». Grazia Di Bari, consigliera regionale dei 5 Stelle, ha chiesto che, in attesa del nuovo ospedale, non venga smantellato il “Bonomo”.

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