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Accesso a Montegrosso sulla SP2, dalla Provincia si accelera sulla eliminazione della rotatoria. Sindaco Bruno: «Cosa inaudita!»

Che quella fosse una rotatoria provvisoria all’interno di un cantiere ancora teoricamente attivo era chiaro fin dall’inizio. Ma che ci fosse un’accelerazione improvvisa per chiudere in modo definitivo quel cantiere non era stato programmato. Arriva come un fulmine a ciel sereno la comunicazione della Provincia BAT direttamente al Sindaco Giovanna Bruno di scelta tecnica di eliminazione della rotatoria di accesso al Borgo di Montegrosso. A spiegarlo è stata la Prima Cittadina di Andria che ha anche specificato come al momento non esistano atti formali con questa indicazione.

Ma il tempo sembra essere davvero ormai agli sgoccioli per trovare una soluzione all’annosa vicenda dell’accesso alla borgata. I lavori di ammodernamento dell’arteria stradale, infatti, durati già diversi anni e costati oltre 20 milioni di euro alla Provincia, avevano stralciato ormai da tempo l’eventuale accesso diretto al borgo. In fase di realizzazione del progetto, circa tre anni fa, ci si è resi conto di questo problema con la borgata andriese tagliata sostanzialmente fuori dalle principali direttrici di collegamento. 

Nessuna soluzione fu trovata in fase di realizzazione del raddoppio della strada e, nonostante le successive promesse, nessuna soluzione è stata al momento trovata da Provincia e Regione. Parla di “Cosa inaudita” il Sindaco Giovanna Bruno che ha ricordato più volte come tutto il progetto sia stato gestito dalla precedente amministrazione comunale e provinciale. Nei giorni scorsi una riunione con Provincia, tecnici e diversi altri politici del territorio. Sul tavolo l’obiettivo è quello di non cancellare l’accesso diretto alla borgata che sarebbe un danno, come ha ricordato il Primo Cittadino, a chi abita, a chi lavora ed al valore stesso di tutto quel territorio. 

Ma il sentiero è davvero molto stretto e sembrano decisamente poco percorribili soluzioni del tipo trasformazione della strada in comunale rispetto all’attuale provinciale sia per la gestione che per la natura stessa del finanziamento che ha permesso il raddoppio della strada. L’ipotesi più plausibile resta quella di un progetto parallelo che permetta di sfruttare il ponte esistente a circa un chilometro dall’attuale accesso o eventualmente un nuovo attraversamento. 

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