C’è tensione ed aria di protesta tra i commercianti andriesi di esercizi pubblici che prevedono all’esterno dei propri locali dei dehors. Una parte di loro, infatti, ha ricevuto la richiesta di pagamento con nuove tariffe per l’occupazione del suolo pubblico approvate ad inizio dicembre da una delibera di giunta comunale e poi confermate a seguito del via libera al bilancio da parte del Consiglio Comunale. L’allarme è scattato quando alcuni commercianti hanno visto sostanzialmente raddoppiata la tariffa al metro quadro ed altri con aumenti vicino al 30%. Una situazione che ha portato alcuni canoni annuali oltre i 10mila euro annui. Una vicenda che le associazioni di categoria, già intervenute sull’argomento, hanno definito insostenibile ed impensabile se sommata al caro energia, alle spese di gestione ed alla sostanziale assenza di servizi aggiuntivi da parte dell’ente comunale stesso. Tra le altre cose la tariffa era già stata aumentata nella scorsa annualità, seppur di poco, ma prevedeva al suo interno anche alcune riduzioni specifiche che avevano calmierato i canoni.
Agevolazioni che invece sembrano esser totalmente sparite in questa annualità con una tariffa standard che ora si aggira sui 200 euro al metro quadro. La levata di scudi delle associazioni di categoria e dei commercianti che hanno già ricevuto la richiesta di pagamento, ha messo in allerta anche l’amministrazione comunale che attraverso una nota ufficiale a firma dell’assessore al bilancio Pasquale Vilella ha spiegato che si è al lavoro per individuare interventi concreti. In pratica è vero che c’era una tariffa aumentata da quella delibera di giunta ma non nelle proporzioni con cui poi è stata applicata. Insomma una vicenda che andrà rapidamente chiarita per evitare che ci sia un’altra batosta sul piccolo commercio che tra tante difficoltà anima ancora le vie cittadine, crea posti di lavoro e spesso anche prestigio ed attrattività turistica come ben messo in evidenza in un recente articolo del prestigioso magazine Forbes.