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Canosa, il Procuratore Airoma (sotto scorta) racconta la figura di Rosario Livatino: “Ha cambiato la mia vita”

La camicia sporca di sangue, la stessa che indossava nel giorno dell’attentato mafioso ad Agrigento che gli tolse la vita il 21 settembre del 1990. E’ la reliquia del magistrato Rosario Livatino, uomo simbolo della lotta alla mafia negli anni di Cosa Nostra, che ha fatto tappa a Canosa di Puglia, presso la parrocchia Gesù Liberatore, nell’ambito dell’iniziativa “Semi di Legalità”. Un momento per riflettere grazie alla storia del “giudice ragazzino” assassinato a soli 37 anni, beatificato a maggio 2021 da Papa Francesco. Una figura che ha cambiato la vita di tanti altri magistrati che lo hanno preso ad esempio, come il dott. Domenico Airoma, Procuratore Capo di Avellino, sotto scorta, ospite a Canosa per raccontare chi è stato Rosario Livatino, su cui ha anche scritto un libro da titolo “Rosario Livatino – Il Giudice Santo”. 

Canosa è solo l’ultima tappa di un lungo tour pugliese della reliquia che poggia simbolicamente su due libri: il Codice Penale ed il Vangelo. Stelle polari della vita di Rosario Livatino, ancora oggi capace di parlare alla gente che incontra.

Un’occasione di riflessione per la comunità che vive attorno alla parrocchia Gesù Liberatore che ad inizio maggio ha subìto un atto vandalico nel proprio oratorio. Il parroco don Michele Pace, dopo la chiusura forzata, lo ha riaperto l’oratorio solo pochi giorni fa. Già in quell’occasione aveva parlato ai nostri microfoni della necessità di ritrovare il senso di comunità.

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