Sono una quarantina i dipendenti Amiu oggetto di attenzione, a più livelli, della Commissione d’Inchiesta. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa durante la quale il sindaco di bari, Vito Leccese, ha spiegato i provvedimenti di prevenzione collaborativa antimafia, notificati dalla Prefettura al Comune di Bari, e di rafforzamento della legalità, che coinvolgerà in particolare due società partecipate: AMIU Puglia e Bari Multiservizi. Diversa la situazione per le due società: mentre per Amiu, infatti, sono state adottate misure ai sensi del Codice antimafia, per la Multiservizi è arrivata una nota di invito alla collaborazione preventiva.
AMIU Puglia è stata destinataria di un provvedimento di collaborazione preventiva ai sensi dell’art. 94-bis del Codice Antimafia, che prevede: l’adozione di misure organizzative (anche ai sensi del D.Lgs. 231/2001) per rimuovere cause di agevolazione occasionale; la comunicazione obbligatoria al Gruppo Interforze presso la Prefettura di atti superiori a 50.000 euro (acquisti, pagamenti, incarichi); l’utilizzo di un conto corrente dedicato per operazioni rilevanti; l’affiancamento da parte di tre professionisti esterni: l’avv. Riccardo Bolognesi, il dott. Giovanni Graziani e il dott. Antonio De Lucia. Il provvedimento durerà 12 mesi. Non si tratta di commissariamento, ma di affiancamento e tutoraggio.
Per Multiservizi non è stato adottato un provvedimento ai sensi dell’art. 94-bis, ma è arrivata una nota di invito alla collaborazione preventiva. Il Ministero riconosce il lavoro già avviato dall’amministrazione comunale e in particolare dal presidente Biga. Le misure richieste: comunicazione mensile dei contratti sopra i 10.000 euro e della documentazione sulle assunzioni; trasmissione trimestrale dei report sull’attuazione delle misure; verifica costante da parte del Gruppo Interforze Antimafia. La durata è di 6 mesi, prorogabile. Non ci sarà un affiancamento di professionisti esterni come nel caso di AMIU.