L’unico modo autentico per onorare la memoria delle vittime di mafia è prodigarsi per la ricerca della verità, intesa come diritto costituzionalmente garantito, quella verità per la quale loro stesse hanno dedicato tutta la loro vita. E’ uno dei concetti pregnanti rimarcato a Bisceglie da Fiammetta Borsellino durante l’incontro ospitato nell’auditorium “don Pierino Arcieri” dell’Epass, gremito come non mai, promosso dal Comune nell’ambito delle iniziative per il 40esimo anniversario dell’uccisione di Sergio Cosmai. Dal racconto personale della terzogenita del magistrato ucciso nel 1992, moderato dai professori Franco Papagni e Raffaele Tatulli, la determinazione nel trasferire innanzitutto alle giovani generazioni i messaggi di legalità e giustizia. Fiammetta Borsellino, a lungo rimasta in silenzio alla stregua dei suoi familiari “per una necessità di sopravvivenza”, ha deciso di iniziare a parlare a 25 anni dalla strage di via D’Amelio subito dopo il processo Borsellino quater.
Due personalità integerrime, quelle appunto di Paolo Borsellino e Sergio Cosmai, uniti dal tragico epilogo per mano della criminalità a cui si erano sempre opposti con coraggio e fierezza, ma simili anche per tanti altri aspetti del vivere quotidiano come l’amore per le proprie famiglie ed il mese di nascita, gennaio. Entrambi accomunati anche da profonde incongruenze e depistaggi nel corso delle rispettive indagini e dei processi sugli omicidi di cui sono stati vittime. E a tal riguardo, Fiamme Borsellino non utilizza perifrasi.
Tra gli aspetti più significativi della serata la massiccia presenza ed il coinvolgimento degli studenti, che hanno particolarmente apprezzato il cortometraggio “Notti d’estate” di Riccardo Cannella, opera in anteprima nazionale che restituisce un’immagine intima di Paolo Borsellino, mostrandolo in una Palermo notturna che per troppo tempo gli è stata negata.