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Ostello della gioventù nell’ex centro ricerche Bonomo: perso il finanziamento per la struttura ai piedi di Castel del Monte

È andato perso il finanziamento da oltre 3 milioni di euro per la realizzazione di un ostello della gioventù che avrebbe sfruttato le strutture presenti nell’ex centro ricerche Bonomo, il complesso situato ai piedi di Castel del Monte per cui si era prospettato, finalmente, un utilizzo che pareva avere buone prospettive di riuscita. Il centro ricerche in agricoltura è infatti chiuso ormai dal 2015 dopo una serie di stop e ripartenze che avevano lasciato presagirne la fine e il conseguente licenziamento dei ricercatori. La struttura fu donata dalla famiglia Bonomo nel 1978 alla provincia di Bari ed è poi passata, con la nascita della sesta provincia pugliese, alla BAT dal 2009. Ma dopo vari tentativi di far ripartire la ricerca in agricoltura, anche l’ultima sigla è stata messa in liquidazione alla fine del 2022. Ma se gli spazi dedicati alla ricerca erano in via di smantellamento, quelli dedicati all’ospitalità avevano ricevuto un finanziamento da 3 milioni e 300mila euro nell’ambito dell’Interreg Grecia – Italia che aveva individuato undici luoghi sparsi per la Puglia dove realizzare altrettanti spazi di accoglienza dedicati ai nuovi camminatori della via francigena con numeri in costante crescita e che a Castel del Monte, primo sito museale per numero di visitatori della nostra regione, avrebbe portato implementazione e destagionalizzazione dell’offerta turistica. Ancora maggiore fiducia nel progetto si era innescata con l’affidamento dei lavori appaltati dalla provincia BAT ma gli uffici non sarebbero stati in grado di produrre un documento relativo alla certificazione della staticità sismica dell’edificio che avrebbe dovuto accogliere ben 96 posti letto. E così i termini sono scaduti e il finanziamento è andato perso. E con esso l’ennesima occasione di far vivere di turismo l’area che circonda il sito Unesco di Castel del Monte. E non è da escludere che si aggiunga la beffa, al danno: perché la società che ha vinto l’appalto avrebbe probabilmente ragioni valide per chiedere i danni conseguenti il mancato avvio dell’opera. In sede di giunta provinciale, il presidente Bernardo Lodispoto avrebbe già assunto l’impegno a incontrare la Regione perché altri fondi siano destinati all’ex centro ricerche. Forse è il luogo ideale per girare una nuova versione del famoso film di Troisi: ricomincio da zero e per l’ennesima volta.

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