Cronaca

Auto ribaltata e distrutta in piazza a Molfetta: altri due arresti per gli atti vandalici di Capodanno

Altre due persone sono state arrestate dai Carabinieri nell’ambito delle indagini sui danneggiamenti avvenuti, la notte di Capodanno, in Piazza Vittorio Emanuele a Molfetta.

Dopo aver analizzato i numerosi filmati, acquisiti dalle telecamere di sicurezza della zona, oltre che un video ripreso con un telefonino, i militari, coordinati dalla Procura di Trani, sono riusciti ad identificare altre due responsabili dei disordini e degli atti di vera e propria guerriglia urbana, rimasti fino ad ora senza nome.   

Gli indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura. Il reato contestato è di pubblica intimidazione con uso di ordigni e materiale esplodente, introdotto dal cosiddetto “Decreto Caivano”.

Spaventose le immagini riprese nella piazza centrale molfettese, e fatte circolare sui social all’indomani della notte di San Silvestro. Un gruppo di ragazzi venne immortalato con uno smartphone mentre vandalizzava un’automobile parcheggiata in strada, durante i festeggiamenti per il nuovo anno. Il veicolo venne ribaltato a braccia dai giovani, che poi collocarono nel vano motore alcuni ordigni artigianali, la cui esplosione aveva creato diversi disagi, anche a causa della fuoriuscita di olio.

La vettura venne poi fatta bersaglio del lancio di ulteriori petardi, nel tentativo di incendiarla. Le scene delle devastazioni fecero rapidamente il giro del web, finendo anche alla ribalta delle cronache nazionali.   

Con i due arresti di oggi, salgono a dieci le persone raggiunte da provvedimenti restrittivi per il grave episodio, tra le quali anche tre giovanissimi, di età compresa tra i 15 ed i 16 anni, trasferiti il mese scorso in una comunità per minori.

Nei giorni successivi alla folle notte di Capodanno, l’auto vandalizzata è risultata di proprietà di un uomo di Molfetta, che la usava tutti i giorni per accompagnare il figlio disabile a fare terapia.

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