Cronaca

BARI | Intasca tangenti per far scarcerare 3 pregiudicati, il giudice De Benedictis confessa: “Chiedo scusa”

Ha chiesto scusa per il suo comportamento, ammettendo di aver ricevuto denaro in cambio di tre provvedimenti di scarcerazione: è una confessione piena quella fatta dal giudice molfettese Giuseppe De Benedictis durante dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina nel carcere di Lecce. L’uomo, arrestato sabato scorso con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, assieme all’avvocato barese Giancarlo Chiariello, ha risposto a tutte le domande del gip Giulia Proto, che ha emesso la misura restrittiva nei suoi confronti nell’ambito delle indagini coordinate dalla DDA di Lecce.

L’interrogatorio è andato avanti per quasi 3 ore, nel corso delle quali De Benedictis ha ricostruito quanto accaduto, addebitando il suo operato alla morte della moglie: un episodio doloroso che gli avrebbe provocato un “corto circuito mentale”, avrebbe dichiarato l’indagato.

“Il giudice sta male – hanno commentato i suoi legali, Saverio Ingrassia e Gianfranco Schirone – è un uomo distrutto ed è piegato dai sensi di colpa”.

Gli avvocati hanno anche presentato istanza di scarcerazione, affinché il loro assistito possa essere posto agli arresti domiciliari, ritenendo che non sussistano più le esigenze cautelari dettate dal pericolo di reiterazione del reato, considerato che De Benedictis ha chiesto di lasciare la magistratura. La sua confessione riguarda tre dei quattro episodi contestati ed è stata corredata da una serie di dichiarazioni di pentimento.   

Una prima ammissione di colpa il giudice l’aveva fatta già ai Carabinieri, il 9 aprile scorso, dopo essere stato sorpreso nel suo ufficio a contare alcune banconote che gli erano state consegnate dall’avvocato Chiariello. La successiva perquisizione nella casa di De Benedictis, aveva consentito agli inquirenti di trovare altri 60mila euro nascosti in alcune cassette di sicurezza ricavate dietro delle prese elettriche. Altri 4mila euro sono stati rinvenuti nello stesso posto sabato scorso, quando i militari hanno notificato al giudice l’ordinanza di custodia cautelare.

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