Cronaca

Il mistero del cadavere in decomposizione trovato a Margherita, s’indaga sul foro nel cranio

Resta un mistero il ritrovamento del corpo in avanzato stato di decomposizione incagliato in una scogliera di Porto Canale a Margherita di Savoia. Il cadavere è stato notato da un gruppo di giovani che si trovava lì per caso, gli stessi che hanno poi allertato le autorità locali. Con tutta probabilità potrebbe trattarsi di un uomo alto circa un metro e 70 centimetri. Quando è stato recuperato indossava un jeans scuro e delle scarpe da ginnastica. Secondo quanto appreso, sotto i jeans aveva anche un costume da bagno. Ma l’elemento che interroga ulteriormente i carabinieri della compagnia di Barletta, coordinati dalla Procura di Foggia nelle indagini, è un foro riscontrato sul cranio. Non è chiaro se possa trattarsi di una ferita da arma da fuoco o da un colpo alla testa. Sarà l’esame autoptico, disposto dalla Procura foggiana, a chiarire questo passaggio. Intanto sono in corso anche le indagini forensi che consentiranno di risalire alla possibile identità della persona. Il cadavere si trova nell’istituto di medicina legale di Foggia. Gli inquirenti in queste ore stanno anche recuperando l’elenco delle persone scomparse per incrociare successivamente i dati. Gli interrogativi restano molti, oltre all’identità. Bisognerà comprendere come quel corpo sia arrivato sulla scogliera della costa salinara, se trascinato dalle correnti (ipotesi principale) o se si trovasse lì da più tempo. Quel che è certo è che l’avanzato stato di decomposizione lascia intendere che la morte sia sopraggiunta diversi mesi fa. Difficile dunque pensare che quel cadavere fosse incagliato tra gli scogli, qualcuno avrebbe potuto notarlo prima. Si attendono quindi i primi risultati delle indagini forensi e dell’esame autoptico, elementi scientifici necessari per proseguire negli accertamenti. Sempre in base agli esami dipenderà anche l’ipotesi di reato su cui la procura dovrà indagare. 

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