Cronaca

Intestazione fittizia di auto, scoperta la truffa a Foggia: chiesti quattro rinvii a giudizio

Sanzioni per mezzo milione di euro e più di mille veicoli sequestrati: è il risultato della maxi operazione eseguita dai carabinieri della Compagnia di Foggia, che hanno notificato quattro avvisi di rinvio a giudizio nei confronti dei rappresentanti legali di una società specializzata nella compravendita di autovetture. Sono accusati di falso ideologico continuato in atti con induzione in errore del pubblico ufficiale e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato.

I provvedimenti, firmati dal Gip del Tribunale del capoluogo dauno, arrivano a seguito delle indagini, coordinate dalla Procura, che hanno accertato come, dal 2006 ad oggi, l’azienda in questione sia risultata fittiziamente intestataria di oltre mille vetture, alcune delle quali utilizzate, nel corso degli anni, anche per commettere furti e rapine. L’impossibilità di risalire ai reali fruitori dei mezzi, permetteva infatti di eludere eventuali accertamenti penali, così come possibili sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

In base a quanto emerso dall’attività investigativa, tra il 2013 ed il 2023 ci sarebbe stato un transito di pratiche per passaggi di proprietà presso il PRA per un totale di 2754 fascicoli. In questo arco temporale la società, attraverso false attestazioni, si sarebbe garantita la formale attribuzione legale di titoli di proprietà su mezzi di cui materialmente non aveva disponibilità, beneficiando inoltre indebitamente di agevolazioni previste dalla “Legge Dini”, quantificate in oltre 176mila euro, e maturando circa 328mila euro di sanzioni per tributi non corrisposti.

In più, solo nel 2022, i veicoli, quasi tutti privi di copertura assicurativa, avrebbero percorso tratti autostradali senza il pagamento del relativo pedaggio, causando alla società “Autostrade per l’Italia”, un mancato incasso pari a circa 10mila euro.

Tutte le auto sono state sottoposte a sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca, mentre sono state comminate sanzioni per oltre 571mila euro.

Vedi anche

Back to top button