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Cronaca

Le campagne tra Andria e Minervino nelle mani della criminalità: furti, danneggiamenti ed estorsioni agli agricoltori. 17 arresti

Erano i padroni assoluti delle campagne. Con la forza delle armi, i danneggiamenti e le minacce imponevano la protezione agli imprenditori agricoli, arrivando a decidere per loro anche i prezzi dei prodotti ortofrutticoli. È il romanzo criminale ambientato tra Andria e Minervino Murge, sul quale hanno scritto la parola fine I Carabinieri del Comando Provinciale con l’operazione “Madre Terra”, che ha visto impegnati, dall’alba di questa mattina, un centinaio di militari, tra la Bat e le province di Bari, Potenza e Salerno.

17 le persone arrestate (10 finite in carcere e 7 ai domiciliari) in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura. Si tratta dei componenti di due distinti gruppi malavitosi, indipendenti tra loro, che dominavano le aree agricole del territorio compreso tra Andria e Minervino Murge, ma con diramazioni estese fino a Montemilone e Poggiorsini. Tra gli arrestati figurano anche due guardie giurate, in servizio presso il consorzio delle Guardie Campestri: chiudevano un occhio su ciò che accadeva nei campi, in cambio di denaro.

Con metodi violenti, i due gruppi criminali imponevano agli agricoltori servizi di guardiania abusiva a titolo di protezione. Rifiutarsi voleva dire andare incontro a furti, danneggiamenti ed incendi di mezzi e attrezzature agricole o delle stesse colture. I danni subiti dalle vittime ammontano ad oltre 400mila euro.

Le estorsioni erano legate anche al classico “cavallo di ritorno”: dopo aver rubato i veicoli da lavoro agli agricoltori, li costringevano a pagare per la restituzione. Un potere esercitato anche con le armi, di cui i gruppi malavitosi avevano ampia disponibilità e non esitavano ad utilizzare, all’occorrenza.

A scoprire il velo di omertà che nascondeva le attività criminali, sono state le denunce per danneggiamento di colture agricole presentate da alcune vittime ai Carabinieri. Da qui sono partite le indagini, nel novembre del 2020, che hanno permesso di incastrare i responsabili. Sono accusati, a vario titolo, dei reati di estorsione, danneggiamento, furto, incendio doloso, ricettazione e detenzione di armi.

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