Cronaca

Mascherine vendute a prezzi gonfiati durante l’emergenza Covid: due condanne e tre assoluzioni

Si è concluso con due condanne e tre assoluzioni il processo di primo grado sulla presunta frode organizzata da alcune aziende fornitrici di mascherine, durante la pandemia di Covid. Il giudice del Tribunale di Bari, Antonietta Guerra, ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione (con pena sospesa) gli imprenditori Gaetano e Vito Davide Patrizio Canosino, legali rappresentanti delle società “3MC” e “Penta” di Bari, che dovranno anche pagare una multa da 10mila euro. Gli imprenditori sono stati inoltre interdetti dall’esercizio di attività per le quali sono previsti permessi o autorizzazioni speciali.

Assolti invece da tutti i reati a loro contestati Romario Matteo Fumagalli, legale rappresentante della società “Sterimed” di Milano, con sede operativa a Surbo, Massimiliano Aniello De Marco, della “Servizi Ospedalieri spa” di Ferrara, “perché il fatto non sussiste”, ed Elio Rubino, della “Aesse Hospital” di Bari, “perché il fatto non costituisce reato”.  

Le accuse per gli imputati erano, a vario titolo, di tentata truffa aggravata e frode in pubbliche forniture, oltre che di manovre speculative di mercato. In pratica, secondo la tesi della Procura, relativamente alla fornitura alle Asl di centinaia di migliaia di mascherine Ffp2 e Ffp3, nel marzo 2020, e quindi in piena emergenza Coronavirus, sarebbero state effettuate manovre speculative, con l’applicazione di rincari dal 90 ad oltre il 4.000%. Ciascun dispositivo di protezione, in quel momento introvabile sul mercato, sarebbe stato pagato infatti fino alla somma di 20 euro.  

La Procura di Bari aveva chiesto cinque condanne a pene comprese tra 1 anno e 6 mesi ed i 2 anni di reclusione.

Vedi anche

Back to top button