Cronaca

Tangenti in cambio di appalti, Emiliano rompe il silenzio dopo l’arresto di Lerario: “Massima allerta sulle procedure di gara”

“Siamo di fronte ad eventi molto gravi, tanto più se si considera che potrebbero essere stati commessi nel pieno dell’emergenza pandemica. Verranno attivati tutti i controlli contabili e amministrativi straordinari sulle attività svolte dall’indagato”.

A cinque giorni dall’arresto dell’ex capo della Protezione Civile regionale, Mario Lerario, il governatore pugliese Michele Emiliano rompe il silenzio sull’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, sulle presunte tangenti intascate dal dirigente in cambio della concessione di appalti. Lo fa attraverso una nota ufficiale della Regione, nella quale ringrazia gli inquirenti per il lavoro svolto e annuncia la massima attenzione dell’ente sulle vicende che vedono coinvolto l’arrestato.

“Questi – ricorda Emiliano – era stato già sostituito dalle responsabilità dell’Ufficio di Economato da un altro dirigente, il dottor Francesco Plantamura. Le strutture regionali competenti hanno notificato in carcere a Lerario il provvedimento di sospensione dal lavoro”.

“I fatti che stanno emergendo – conclude Emiliano – obbligano tutti ad una ulteriore massima allerta su qualunque procedura di gara che sarà indetta e la massima trasparenza nell’applicazione delle procedure previste dalla legge”.

Intanto nuovi particolari emergono dall’indagine che ha fatto scattare le manette ai polsi del funzionario pubblico. Una telecamera nascosta ha infatti immortalato il passaggio di denaro dall’imprenditore Ciro Giovanni Leccese (attualmente ai domiciliari) all’ex capo della Protezione Civile regionale. Proprio a seguito di questa intercettazione audio-video, il 23 dicembre scorso, le Fiamme Gialle hanno arrestato in flagranza, per corruzione, il dirigente, trovato in possesso di una busta contenente 10mila euro in contanti.  

Nell’inchiesta è coinvolto anche un secondo imprenditore, Donato Mottola (anche lui finito ai domiciliari), accusato di aver consegnato a Lerario un’altra tangente da 20mila euro. Denaro corrisposto al dirigente – come dichiarato dagli indagati – per ringraziarlo dell’assegnazione di appalti con la Protezione Civile pugliese.

Si tratta dei lavori relativi alla realizzazione di container per i migranti nel Cara di Borgo Mezzanone e per gli uffici della sede del numero di emergenza 112 nell’aeroporto di Foggia e alla costruzione di strutture prefabbricate per il pre-triage a supporto degli ospedali durante la pandemia. Appalti del valore complessivo di oltre 5 milioni di auro.

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