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Attualità

Comune sciolto per mafia, nel mirino la gestione di rifiuti e case popolari. L’ex sindaco Losapio: “Mai subito condizionamenti”

Il decreto di scioglimento è stato notificato. Manca ancora la relazione del Viminale, attesa tra 20 giorni. Nel frattempo la giunta e il consiglio comunale sono stati sospesi dalle loro funzioni. Al loro posto i tre commissari nominati dal prefetto Valiante che governeranno la città per i prossimi 18 mesi. A Trinitapoli si fanno i conti con la decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose. L’ex sindaco Losapio e la sua maggioranza ormai decaduta attendono di conoscere le motivazioni del provvedimento prima di valutare la possibilità di presentare ricorso. La Commissione d’Accesso che ha indagato sulle attività del Comune ha preso in esame il periodo compreso tra il 2016 e il 2021. Le accuse sono gravi, la più pesante parla di condizionamento da parte della criminalità organizzata locale. Emanuele Losapio, assessore al Bilancio nella scorsa amministrazione di Feo e sindaco dal settembre 2020, non ha dubbi sulla correttezza del suo operato.

INTERVISTA A EMANUELE LOSAPIO (EX SINDACO DI TRINITAPOLI)

Sotto la lente d’ingrandimento della commissione d’indagine, l’influenza della criminalità locale sulla gestione dei rifiuti e delle case popolari ma anche sulle attività di protezione civile. I fatti contestati, almeno quelli emersi sino ad oggi, si riferiscono ad un periodo precedente l’inizio della sindacatura Losapio. Il primo cittadino uscente rivendica un percorso amministrativo sempre improntato sui valori della legalità e della trasparenza.

INTERVISTA A EMANUELE LOSAPIO (EX SINDACO DI TRINITAPOLI)

L’ex sindaco Losapio auspica una riflessione su quanto accaduto che coinvolga non solo la classe politica locale ma l’intera città.

INTERVISTA A EMANUELE LOSAPIO (EX SINDACO DI TRINITAPOLI)

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