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Bari, presentato il programma per le politiche di inclusione sociale e integrazione scolastica delle persone sorde. Tupputi: “Diventiamo pionieri di una progettualità esemplare”


Favorire la piena partecipazione alla vita sociale e l’abbattimento delle barriere di comunicazione. È quanto previsto dalla legge regionale 30 dicembre 2021, n. 51 all’art.17, che riconosce la Lingua dei segni italiana (LIS) e ne promuove l’acquisizione, la diffusione e l’uso. Parte da qui il programma per le politiche di inclusione sociale e integrazione scolastica delle persone sorde, nato da una proposta di legge del consigliere regionale Giuseppe Tupputi e che perseguono i due assessorati regionali dell’Istruzione e del Welfare, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi della Puglia. Considerando che sono 5.000 in Puglia le persone affette da disabilità uditive a cui l’ENS Puglia offre assistenza, è un programma unico nel panorama italiano la cui efficace attuazione potrebbe diventare una best practice a livello nazionale.
“Oggi raccogliamo i frutti di quella che aveva tutte le caratteristiche di un’utopia e lo facciamo – dichiara Tupputi – invertendo la rotta degli stereotipi che vogliono le regioni del sud arretrate. E invece dal Sud, dalla Puglia, arriva la primogenitura di una progettazione che porterà nelle nostre scuole medie l’insegnamento della Lingua dei segni italiana e questo ci inorgoglisce. Da colmare un gap, con l’approvazione della legge regionale 30 dicembre 2021, n. 51 all’art.17, su mia proposta, che riconosce la LIS e ne promuove l’acquisizione e diffusione favorendo l’autonomia delle persone sorde, diventiamo pionieri di una progettualità che sarà esemplare per la comunità scolastica nazionale. Per questo ringrazio l’assessore regionale all’istruzione Senastiano Leo e l’assessora al Welfate Rosa Barone, oltre all’Ufficio scolastico regionale. Un grazie speciale all’Ens Puglia e al presidente Rocco Morese, compagno di questo viaggio emozionante”.

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