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L’ultimo viaggio dell’ambasciatore Giovanni Jannuzzi nella sua Andria, la sepoltura nella cappella di famiglia nel cimitero comunale

L’ambasciatore Giovanni Jannuzzi, figlio dell’indimenticato senatore andriese Onofrio, dopo una vita che ha attraversato tutto il mondo per il suo lavoro di diplomatico, è tornato a casa per l’ultimo viaggio. Morto circa un mese fa all’età di 88 anni in Argentina, in Patagonia dove viveva ormai da anni, le spoglie mortali contenute in una piccola teca sono state accolte questa mattina nel cimitero comunale di Andria dove è stato sepolto nella cappella di famiglia. Ad accompagnare il feretro anche i suoi parenti vicini e lontani a partire da sua moglie, la Principessa Anne de Looz Corswarem, i suoi nipoti Tommaso e Filippo e l’amatissima figlia Renata.

Icona della diplomazia italiana, dopo la Laurea in Giurisprudenza, aveva iniziato la sua carriera giovanissimo, nel 1958, vincendo un concorso e prestando servizio al Ministero degli Affari Esteri a Rio de Janeiro, Atene e Zurigo. Console a Berna, Consigliere dell’Ambasciata a Beirut, Primo Consigliere alla NATO, promosso nel 1979 Ministro Plenipotenziario. Ambasciatore a Lagos (Nigeria) ma anche Vice Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York. Una carriera che s’infittisce di impegni ed incarichi tra fine anni ’80 e ’90 quando diventa Segretario Generale della Cooperazione Politica Europea presso il Consiglio della CEE a Bruxelles ed Ambasciatore nel 1989. Nominato dal Governo italiano Rappresentante Permanente d’Italia presso la NATO a Bruxelles nel 1993, nel 1998 venne nominato dal Consiglio dei Ministri Ambasciatore d’Italia in Argentina. Una carriera diplomatica che a più riprese lo ha riportato nella sua Andria per incontrare i suoi parenti e per eventi istituzionali. Un legame con la sua terra d’origine mai interrotto e che lo ha portato in Puglia anche nel suo ultimo viaggio terreno.

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