Panoramica sulla privacy
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. Ma la disattivazione di alcuni di questi cookie potrebbe influire sulla tua esperienza di navigazione.
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questi cookie garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito web, in modo anonimo.
I cookie sulle prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazioni chiave del sito Web che aiutano a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
Gli Analytical cookies vengono utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche del numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, sorgente di traffico, ecc.
I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci e campagne di marketing pertinenti. Questi cookie tracciano i visitatori sui siti Web e raccolgono informazioni per fornire annunci personalizzati.
Altri cookie non categorizzati sono quelli che vengono analizzati e non sono stati ancora classificati in una categoria.
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
Cronaca

Casi di “lupara bianca” a Canosa di Puglia: cinque condanne all’ergastolo

Cinque condanne all’ergastolo sono state inflitte dalla Corte d’Assise di Trani a carico di cinque dei sei imputati a processo per quattro casi di “lupara bianca”, avvenuti a Canosa di Puglia tra il 2003 e il 2015. Omicidi consumati, in base a quanto emerso, nell’ambito di regolamenti di conti per il controllo del mercato della droga. La sentenza riguarda i presunti autori e i mandanti, arrestati nel novembre 2021.

Degli imputati, Sabino Carbone, di 42 anni, è stato condannato all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno per gli omicidi di Sabino D’Ambra, scomparso il 14 gennaio 2010, di Giuseppe Vassalli, scomparso il 18 agosto 2015, di Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti, di cui si sono perse le tracce il primo dicembre 2003; Daniele Boccuto dovrà scontare il carcere a vita con isolamento diurno per 18 mesi per l’omicidio e la distruzione del cadavere di Vassalli, reati commessi con le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso; fine pena mai anche per Cosimo Damiano Campanella, di 84 anni, con isolamento diurno per un anno; ergastolo e isolamento diurno per due anni e due mesi per Cosimo Damiano Campanella, di 41 anni, nipote omonimo dell’84enne, ritenuto responsabile, in concorso, degli omicidi D’Ambra, Sasso e Sorrenti; carcere a vita, con isolamento diurno per 18 mesi, infine anche per Cosimo Zagaria, di 40 anni, per l’omicidio Vassalli.

Un sesto imputato, Pasquale Boccuto, è stato invece condannato a 10 anni e sei mesi di reclusione per estorsione, detenzione e porto di arma da guerra con le aggravanti dell’uso dell’arma, del metodo mafioso e della recidiva.

Secondo la tesi accusatoria sostenuta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Giuseppe Vassalli sarebbe stato ucciso e fatto sparire per punire la sua “rapida ascesa” sul mercato canosino degli stupefacenti, oltre che per essersi rifiutato di sottostare al predominio di Sabino Carbone.

 Anche Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, cognati tra loro, sarebbero stati “eliminati” perché pretendevano una fetta di mercato nella vendita di droga sulla piazza di Canosa. I loro cadaveri sarebbero stati dati alle fiamme e le ceneri disperse. D’Ambra, infine, sarebbe stato assassinato perché ritenuto un confidente della Polizia.

Vedi anche

Back to top button