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Cronaca

Inchiesta fotovoltaico sull’asse Basilicata-Puglia, presunta maxi truffa da quasi 100 milioni di euro

Una maxi truffa da quasi 100 milioni di euro nel settore del fotovoltaico in Basilicata. E’ quanto scoperto dall’attività investigativa della Guardia di Finanza di Roma e che riguarda fondi governativi ottenuti, secondo gli investigatori, attraverso un sistema di 49 società fittizie riconducibili tutte ad un unico imprenditore pugliese, Pietro Ninivaggi. Accuse che hanno portato al sequestro nei confronti di quest’ultimo e di altre 60 persone. Tra loro ci sono i Grieco di Cerignola, proprietari della nota catena “Proshop” e della società calcistica Audace Cerignola, militante nel campionato di Serie C, per i quali il sequestro ammonta a circa 10 milioni di euro essendo legali rappresentati di alcuni società fotovoltaiche finite nell’inchiesta. Presenti anche due russi, uno risultato nullatenente e un altro già assolto in passato in un’inchiesta simile portata avanti dalla Procura di Milano. Il maxi sequestro nei confronti degli attuali 61 indagati è stato richiesto dalla Procura della Corte dei Conti di Roma. I reati sono di truffa ai danni dello Stato e indebita percezione di erogazioni pubbliche nel settore fotovoltaico. Fondi ottenuti, secondo gli investigatori, aggirando l’iter autorizzativo. Gli impianti, tutti installati nella provincia di Matera, sarebbero dovuti essere sottoposti all’Autorizzazione unica regionale (Aur), invece sono stati suddivisi in piccole porzioni assegnate a ciascuna azienda. A quel punto è bastato presentare una Dichiarazione di inizio attività (Dia) presso ciascun comune. In questo modo le imprese sotto inchiesta hanno accorciato i tempi ed hanno potuto accedere agli incentivi previsti. Nei confronti dell’imprenditore Pietro Ninivaggi e alcuni suoi familiari di Altamura sono stati sequestrati conti correnti, immobili e auto di lusso. Ninivaggi pochi mesi fa aveva dichiarato pubblicamente di essere disponibile a pagare la quota di debito pubblico spettante a lui e alla sua famiglia per circa 281.400 euro, protocollando una richiesta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quanto ai Grieco di Cerignola, il proprio legale ha fatto sapere che la famglia è parte offesa in tutta la vicenda, avendo acquistato i parchi in assoluta buona fede, come stabilito da una recente sentenza irrevocabile del Tribunale di Milano e non essendoci stata alcuna anomalia rilevata sui requisiti di accesso alle tariffe previste, dal gestore dei servizi energetici (GSE).

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