Otto mesi di agonia che hanno preceduto la morte, sopraggiunta in seguito ad un’emorragia al Policlinico di Bari, dove era da tempo ricoverato. Non ce l’ha fatta Gianluigi Esposito, il 56enne netturbino di Lucera, vittima di una brutale aggressione mentre era al lavoro, in via Canova, nel centro federiciano. Il fatto accadde lo scorso 15 luglio: l’uomo, per quelle che furono le ricostruzioni, era alla guida del furgone dell’azienda che si occupa della raccolta di rifiuti a Lucera, quando fu raggiunto da almeno una persona che lo colpì ripetutamente al volto e alla testa. Ignoti i motivi di quel brutale pestaggio, che a distanza di otto mesi di calvario ha provocato la morte del netturbino. Gianluigi Esposito fu nell’immediatezza costretto ad un primo delicato intervento chirurgico agli ospedali Riuniti di Foggia e a diversi ricoveri in strutture sanitarie anche fuori regione. Chi indaga continua ad ipotizzare che l’aggressione sarebbe avvenuta per questioni lavorative. Pochi mesi fa fu arrestato un 29enne, accusato di tentato omicidio. La morte del 56enne è destinata inevitabilmente ad aggravare il quadro accusatorio, trasformando l’accusa in omicidio. La Procura della Repubblica di Foggia nel frattempo sta verificando, d’intesa con le forze dell’ordine, l’eventuale presenza di una seconda persona coinvolta nell’aggressione.
Vedi anche

Foggia, gara a scacchi tra Canonico e gli imprenditori locali: quale futuro per il club rossonero?
3 Aprile 2025

Andria, fibrillazioni nella maggioranza. Oggi il sindaco in videoconferenza con il ministro Foti per parlare di Tangenziale Ovest
3 Aprile 2025