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Nuovo no del consiglio alla Bretella Sud di Andria: ma ora interviene la Prefettura? La sindaca annuncia: “Gli atti alla Procura”

La bretella sud della tangenziale di Andria non s’ha da fare. Lo ha deciso il consiglio comunale nel corso del quale la sindaca Giovanna Bruno ha anche annunciato che invierà tutti gli atti alla Procura della Repubblica per le troppe “stranezze” rilevate nella cronologia degli eventi ricostruita dal consigliere di opposizione Nino Marmo che, come ha dichiarato, il proposito di sollecitare un’indagine su questa vicenda lo stava già coltivando.

Intanto pende la possibilità che sia la prefettura a sostituirsi al consiglio comunale con un commissario ad acta: il punto infatti è approdato in discussione alla massima assise cittadina in diretta conseguenza della sentenza del Consiglio di Stato che aveva ribadito il doversi procedere a conformare gli atti per l’opera entro il 14 luglio. L’intervento del commissario ad acta è stato prospettato dai consiglieri di centrodestra Scamarcio e Barchetta ed ha acceso ulteriormente gli animi di una riunione molto tesa sin dalle prime battute in cui si sono scontrati il principio secondo cui i consiglieri dovessero semplicemente recepire una sentenza e quello che, al contrario, come espresso dal capogruppo PD Di Lorenzo, crede del primato di chi è eletto dai cittadini.

Il no alla bretella è stato espresso in più modi dalla città e in più occasioni: con delibere in consiglio comunale e aggregando numerose associazioni, presenti anche nel consiglio di ieri che hanno raccolto firme e promosso iniziative per sensibilizzare all’inutilità della strada; perchè parallela alla esistente ex 98 e per i suoi danni ambientali, e alle attività agricole e al paesaggio. Lì, peraltro, dove deve sorgere la viabilità per il nuovo ospedale non compatibile con la bretella per il mancato rispetto delle distanze e per l’inquinamento acustico che comporterebbe.

E una serie di altri motivi tra cui la mancanza di un progetto definitivo e quello molto fattuale che la previsione di spesa di 27milioni di euro di 10 anni fa è distante almeno 3 volte dai costi attuali. Fatti nuovi che hanno consentito al consiglio di votare il diniego per motivi sopraggiunti. Che sono gli unici che la sentenza del Consiglio Di Stato ha dichiarato potessero ammettere un diniego all’adozione della variante.

E così dopo un certosino lavoro sugli emendamenti il consiglio comunale ha detto no alla bretella stradale votando a maggioranza un nuovo diniego ad operare la variante al PRG, atto del comune di Andria indispensabile per la realizzazione dell’opera proposta dalla Provincia BAT. Hanno votato di fatto per il diniego alla realizzazione della bretella sud la maggioranza di centrosinistra ad eccezione del capogruppo della lista Andria Bene Comune, Raffaele Losappio in versione pavida. Anche le tre liste civiche che sostenevano Nino Marmo candidato sindaco hanno ribadito il no all’opera e infine Donatella Fracchiolla di Forza Italia che si è espressa in dissonanza rispetto al centrodestra: a favore della Bretella Sud hanno votato il consigliere di Fratelli d’Italia Barchetta e l’ex candidato Sindaco Scamarcio di recente approdato alla Lega. Assenti Grumo di Italia Viva e i fratelli Coratella del movimento 5 stelle. Se la sono squagliata gli altri due esponenti pentastellati, Di Pilato e Faraone. L’aria era infatti certamente pesante ormai da settimane su questo provvedimento.

All’ordine della sentenza si sono aggiunte le lettere degli avvocati dell’impresa barlettana che si è aggiudicata l’appalto, la D’Oronzo, che paventavano responsabilità patrimoniali personali dei consiglieri che non avessero contribuito a conformare gli atti alla sentenza. Suonando come minaccia hanno prima provocato la risposta dell’ufficio avvocatura che ha bollato come inaccettabile ingerenza il contenuto della missiva ed hanno probabilmente contribuito ad ispirare l’idea di inviare i documenti alla Procura della Repubblica.

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