Cronaca

Esondazione fiume Ofanto, resta alto l’allerta: a Canosa chiuso il Ponte “Tavoletta”, a San Ferdinando gli accessi a due contrade

Resta monitorato e sotto controllo il fiume Ofanto, sorvegliato speciale ormai da due giorni con una piena che ha portato già in alcuni punti all’esondazione e soprattutto a raggiungere altezze di circa 6 metri. Ieri sera attorno alle 21 la nuova piena che ha fatto espandere il letto del fiume in diversi punti tra la borgata di Loconia e San Ferdinando di Puglia. Primi provvedimenti scattati a seguito dell’attivazione del piano messo a punto dalla Protezione Civile regionale, da Prefettura BAT e comuni di Canosa e San Ferdinando. Nei pressi di Loconia, infatti, chiuso il ponte cosiddetto di “Tavoletta” in contrada Pantanelle, un ponte che già da ieri mattina era particolarmente attenzionato poiché le forti piogge avevano reso impossibile percorrere le strade in quel tratto se non con mezzi fuoristrada. Scene simili anche più giù al confine tra provincia BAT e Foggia dove il fiume è esondato nuovamente anche al ponte romano alzando il volume delle acque a livello di guardia anche per l’altro ponte in questo caso quello della ex Strada Statale 98 che resta comunque percorribile.

Monitoraggio costante anche in contrada san Samuele/Cafiero sul territorio al confine tra Canosa a San Ferdinando dove c’è il ponte dell’Autostrada A14. Proprio a San Ferdinando il sindaco ha confermato l’ordinanza di divieto di accesso alle contrade Pezza La Pera e Sospiro che confinano con il fiume. Allerta alta anche al confine con Trinitapoli. Resta attivo anche il monitoraggio h24 da parte delle forze dell’ordine e dei volontari di protezione civile in particolare di quelli della Misericordia. Nel foggiano, a poca distanza dall’Ofanto, c’è particolare attenzione verso il fiume Candelaro che ieri ha superato il livello di guardia in alcuni punti portandosi oltre i 3 metri di altezza. Meno problematica la situazione sembra sui fiumi Cervaro e Carapelle che restano al di sotto del livello di guardia. Con l’esondazione dell’Ofanto, comunque, sono molteplici i danni provocati alle colture tra vigneti e campi coltivati con il letto del fiume che si è appropriato nuovamente dei suoi spazi.

Vedi anche

Back to top button