Cronaca

Evade dal carcere di Altamura, rintracciato dopo un mese a Margherita di Savoia: fine della latitanza per 56enne condannato per violenza su minore


Era scappato il 12 settembre facendo perdere le proprie tracce approfittando delle ore di lavoro che era stato autorizzato a svolgere lungo il perimetro interno del carcere. È durata meno di un mese la latitanza di Emanuele Aruanno, 56enne biscegliese con legami familiari ad Andria, fuggito dal penitenziario di Altamura dove stava espiando una condanna per i reati di ricettazione e violenza sessuale su un minore. Dopo un’incessante attività di ricerca, i carabinieri di Bisceglie coadiuvati dai militari di Trani lo hanno ritrovato in un appartamento nel centro di Margherita di Savoia in compagnia di una donna. L’uomo aveva utilizzato per i suoi spostamenti una macchina rubata. Non è la prima volta che Aruanno si rende protagonista di un’evasione. Nel 2015 venne rintracciato in una villetta di campagna ad Altamura, in possesso di una pistola, dopo essere fuggito da una comunità di Putignano dove stava scontando una pena di 6 anni e mezzo di reclusione. Nei giorni scorsi la sua latitanza è stata collegata all’allontanamento di Nunzia Santovito, la 27enne andriese fidanzata con il nipote di Aruanno. Un’ipotesi emersa durante la trasmissione “Chi l’ha visto” alla quale i genitori della giovane si erano rivolti nella speranza di avere notizie della figlia. La 27enne ha poi contattato la famiglia assicurando di stare bene e di aver trovato un lavoro ma non aggiungendo dettagli sui motivi del suo allontanamento. Emanuele Aruanno è invece tornato in carcere dove riprenderà l’espiazione della sua pena. Ora dovrà rispondere anche del reato di evasione.

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