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Cronaca

Maltrattamenti in Rsa di Manfredonia, in carcere un 42enne: unico Oss anche accusato di violenza sessuale

E’ finito in carcere uno dei quattro operatori socio-sanitari della Rsa “Stella Maris” di Manfredonia, struttura al centro di un’indagine su episodi di maltrattamenti e violenze nei confronti di alcuni pazienti della residenza sanitaria. I quattro indagati erano agli arresti domiciliari dal 3 agosto dello scorso anno. In tre sono tornati in libertà per decorrenza dei termini mentre per uno di loro, il 42enne Antonio Vero, è scattata la misura cautelare in carcere eseguita dagli agenti della squadra mobile di Foggia. L’accusa nei suoi confronti è di  maltrattamenti aggravati e violenza sessuale aggravata. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del Riesame di Bari che, sulla base di una richiesta avanzata dalla Procura del capoluogo dauno e, in riforma dell’ordinanza impugnata emessa dal gip del Tribunale di Foggia il 2 agosto 2022, ha deciso di applicare la più grave misura cautelare, quella della carcerazione. Il caso delle presunte violenze all’interno della Rsa di Manfredonia è scoppiato a giugno dello scorso anno, testimoniato dalle riprese delle telecamere che hanno documentato l’incubo vissuto da almeno 14 pazienti con numerosi e reiterati abusi, sia fisici che psicologici. Le vittime preferite, secondo quanto ricostruito, erano i pazienti in età avanzata con patologie altamente invalidanti, e dunque indifese davanti a quegli orrori. Tra le vittime anche un 98enne. L’operatore socio-sanitario finito in carcere, che è anche accusato di violenza sessuale aggravata, avrebbe infatti violentato due degenti, l’unico fra i quattro oss ad essersi spinto ancor più oltre contro le sue vittime. A seguito dei fatti la cooperativa Santa Chiara, che gestisce la Rsa dal 2017, ha licenziato 13 dipendenti tra cui i 4 indagati. Puniti tutti gli altri lavoratori che, pur avendo visto o sentito ciò che accadeva, non hanno parlato.

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